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HOTEL RAPALLO-RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE E DISTRIBUTIVA

Ristrutturazione con riqualificazione ambientale, distributivo e messa a norma di un edificio storico del settecento destinato ad albergo, proprietà della famiglia Conti Lapi che lo gestisce dal 1947

HOTEL RAPALLO-RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE E DISTRIBUTIVA
  • Anno 2006
  • Luogo e Area Climatica via Santa Caterina D’Alessandria n. 7, Firenze, Lat. 43°.77’, Regione Toscana, clima temperato continentale
  • Progetto Architettonico: NATASHA PULITZER con SERGIO LOS e PIETRO LOS

  • Collaborazioni : SYNERGIA progetti, P.Bertotti, A.Biasia; M. Luongo; Strutture FRANCESCO ZAUPA S.I.GE; Impianti idrotermosanitari : MASSIMO TONON L.E.D.A.; Messa a norma e Impianti elettrici : STUDIO MICHELE & ENRICO LUONGO, Firenze

  • Il tema progettuale di grande attualità, riguarda una struttura alberghiera che deve essere ristrutturata alla luce dei più recenti indirizzi funzionali, economici, sociali e ambientali dettati dalla politica del turismo sostenibile. L'esigenza di mettere a norma gli edifici ricettivi esistenti comporta la soluzione di molte problematiche e l'opportunità di una riqualificazione anche energetica può offrire un interessante ritorno economico nella riduzione dei futuri costi di gestione e manutenzione. Diviene pertanto importante riuscire a correlare l'esigenza di un allineamento con gli standard ricettivi europei senza rinunciare alle opportunità dimensionali che le deroghe su edifici preesistenti consentono. Dovendo, come in questo caso, ampliare le stanze dotandole tutte di bagni in adeguamento agli standard, si rischia di perdere posti letto, il vero patrimonio economico di un albergo.

    Cambiando lo scenario tradizionale, cambiano le esigenze, quindi anche il processo progettuale richiede un aggiornamento metodologico. L'integrazione edificio-impianti necessario per raggiungere la massima efficienza dell'edificio ha utilizzato un approccio sistemico e interdisciplinare con procedure scientifiche per effettuare le simulazioni energetiche e i controlli della qualità ambientale in termini acustici, luminosi e di climatizzazione.
    Preceduto da uno studio di fattibilità a sostegno della Sostenibilità del progetto sono stati affrontati tre aspetti: il valore patrimoniale, il piano finanziario e il piano economico, prima e dopo l'intervento. Disponendo di 27 camere con 66 posti letto risultava una capienza potenziale di 1980 posti letto-mese. Tuttavia dai dati registrati dal 2000 l'occupazione massima riscontrata raggiungeva al massimo il 77% con una punta nel marzo del 2006.
    Seguendo una metodologia più volte adottato in SYNERGIA l'edificio è stato scomposto in spazi serviti e spazi serventi, distinguendo chiaramente la struttura portante, dall'involucro esterno; le partizioni interne con gli arredi, dalla rete impiantistica, confrontando lo stato attuale con quello futuro.
    Particolare attenzione viene posta alle soluzioni che consentono di ridurre i fabbisogni energetici per la climatizzazione, di energia elettrica e di gas, l'ottimizzazione della gestione dell'acqua, una delle risorse che in un albergo viene facilmente sprecata, la programmazione dello smaltimento dei rifiuti, oltre al controllo degli aspetti legati alla sicurezza, alla tutela, la riduzione dell'inquinamento sia indoor che le emissioni verso l'esterno.

    Liberate le pareti perimetrali dagli impianti preesistenti, il progetto predispone, in adiacenza alla corte interna, un cavedio ispezionabile, per ospitare tutto il sistem delle reti impiantistiche (idro-termo sanitaro, elettrico e speciale) che vengono distribuite ad albero nel controsoffitto dei vari piani. I contenuti Costruttivi derivati soprattutto dall'adeguamento alle norme sismiche della zona che ricade in categoria 3, prefigurano sostanzialmente una struttura in muratura portante nella quale l'assorbimento delle azioni orizzontali viene demandata alle pareti dell'involucro principale di facciata. Mantenendo ferma la superficie utile esistente, il corpo edificato viene quindi allineato con la facciata spostando sul retro, a nord, tutti gli impianti oltre al vano di fine ascensore. Tuttavia per liberare la zona centrale di tutti i piani dalla scala preesistente e consentire una maggiore flessibilità distributiva e trattare la hall in modo unitario, "facendo spazio", si è resa necessaria la realizzazione di un graticcio di travi e pilastri in c.a. che interessa anche il piano di copertura a falde. In questo modo, riprendendo un tema fiorentino ricorrente, si è venuta a creare all'ultimo piano una loggia coperta, i cui pilastri si scaricano sul muro perimetrale che ne forma il parapetto.

    Nella zona retrostante si accede a una terrazza dove è stato localizzato il nuovo sistema impiantistico. Per migliorare le condizioni statiche dell'edificio era previsto il ripristino del piano interrato con il doppio vantaggio: di aumentare la salubrità delle pareti e di risolvere il sistema fondazionale costituito da una platea in c.a, in grado di distribuire anch'essa i carichi verticali in una ampia superficie in modo da ridurre le tensioni il terreno sottostante. Intorno al vano dell'ascensore, una struttura in acciaio e vetro autoportante che si conclude con un tetto vetrato, si sviluppa la scala principale che si conclude al colmo con una grande finestra per la ventilazione. Il progetto ridisegna le falde del tetto a ricomporre un unico volume continuo e coerente con l'andamento dei tetti vicini e i decori delle facciate sono studiati per consentirne una lettura unitaria. Infatti, l'edificio appariva come corpo incompleto sul quale si appoggiava una sopraelevazione stile "condominio", con sulla copertura piana un accatastarsi di volumi tecnici, impianti tecnologici e superfetazioni addossate una all'altra.

    Interpretando i contenuti formali originari dell'edificio, il ridisegno delle facciate lo riporta alla sua vocazione, quella di apparire come uno dei Palazzi storici d'angolo dell'isolato urbano compreso fra Piazza Indipendenza, via Santa Caterina d'Alessandria e la laterale di via Poggi.